Cara buono dating

– Sia dunque la virtù la nostra guida: seguendo lei ogni passo sarà sicuro.Il piacere, inoltre, quando è eccessivo nuoce, nella virtù non c’è da temere che vi sia nulla di troppo, perché è intrinseca in lei la moderazione.

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*) Il bene e il male – Felice è colui per il quale non esistono il bene ed il male ma soltanto uomini buoni e uomini cattivi, che segue solo ciò che è onesto e si compiace unicamente della virtù, che non si accende né si avvilisce nelle alterne vicende della sorte, che non conosce bene maggiore di quello che può procurarsi da solo, e per il quale il vero piacere è il disprezzo del piacere stesso.

*) Il piacere – Quando uno è schiavo del piacere lo è anche del dolore, e non c’è schiavitù più dannosa e più trista che nel soggiacere ora all’uno ora all’altro di questi due tirannici e capricciosi padroni.

Come potrà sopportare costui la vista della morte, i dolori, la furia fragorosa degli elementi, la nutrita schiera di feroci nemici, se si lascia vincere da un avversario così debole?

*) La virtù – Chi si mette sulla via della virtù dà prova di un’indole nobile, chi invece va dietro al piacere è uno privo di nervi, un debosciato, un deviato, pronto a precipitare nei vizi più abominevoli, a meno che non abbia qualcuno che gli mostri la differenza fra i vari piaceri, sì ch’egli possa comprendere quali di essi rientrano nei limiti del desiderio naturale e quali invece corrono all’impazzata e senza fine, tanto più insaziabili quanto più si cerca di appagarli.

Basti pensare che da giovane si avviò verso un ideale di vita ascetico, arrivando ad una crisi fisica e morale che lo portò perfino a meditare il suicidio.

C.) è un personaggio molto particolare, pieno di contraddizioni.

*) Accettare la legge dell’universo – Accettiamo quindi con animo forte tutto ciò che c’impone la legge stessa dell’universo: a questo impegno siamo chiamati, come da un giuramento: ad accettare il nostro stato mortale e a non lasciarci turbare da ciò che non ci è dato di evitare.

*) La felicità e la virtù – La vera felicità, dunque, risiede nella virtù, la quale ci consiglia di giudicare come bene solo ciò che deriva da lei e come male ciò che proviene invece dal suo contrario, la malvagità. » E come potrebbe non bastare, quand’è perfetta e divina? Che può mancare, infatti, a chi si trova fuori da ogni desiderio?

Il nostro maestro è la natura, è lei che la ragione guarda e consulta.

Perciò vivere felici e vivere secondo natura sono la medesima cosa.

*) Capacità di giudizio – Nessuno può essere felice se non è sano di mente, e non è sano di mente colui che invece del meglio cerca ciò che gli nuocerà.

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